ludopatiaDopo un pomeriggio a giocare alle Slot si è messo le mani in tasca: non aveva più un euro! Si era giocato l’intero stipendio, poco meno di mille euro. E non poteva crederci: il muratore in questione è uscito dal bar, ha preso la pala riposta nel suo furgone e ha iniziato a lanciare colpi sulla tastiera della Slot Book Of Ra, la stessa che lo ha portato a perdere l’intera somma di denaro di cui disponeva.

Quando è arrivata la volante della Polizia la rabbia dell’uomo era ormai sbollita seppur detenesse ancora la pala tra le mani.

L’uomo si è poi fatto accompagnare in questura per la denuncia. “Quei soldi – ha detto l’uomo, un romeno di 50 anni – era molto per me, quasi tutto il mio stipendio. Ho iniziato a perdere e credevo che giocando ancora mi sarei rifatto, che la sfortuna mi avrebbe lasciato, ma ho perso tutto e non c’ho più visto“.

E quella del 50 enne di nazionalità Romena non è una storia isolata: cresce in Italia il disagio sociale intorno all’azzardo, fabbrica di povertà del nuovo millennio. Cresce anche la consapevolezza: non solo straripano i gruppi di auto-aiuto dei Giocatori Anonimi.

Tra il 2011 e il 2013 sono inoltre aumentate del 47% le richieste di aiuto ai Sert dove il numero dei giocatori in cura è incredibilmente aumentato: l’età media è tra i 40 e i 54 anni, nel 22% si tratta di donne, e nel 53% di persone con problemi legati al gioco online.

In attesa di una nuova legge nazionale (che limiterà pubblicità e diffusione delle macchinette), i sindaci (oltre che le Regioni con le loro leggi-quadro) sono gli unici, almeno per ora, che possono, volendo, intervenire con regolamenti comunali ad hoc per impedire l’installazione di Slot vicino a luoghi sensibili come scuole o chiese, favorire con sgravi fiscali i commercianti che le rimuovano, o limitare ad esempio la pubblicità delle Sale Slot.